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  • Salvo Puccio

NON VOGLIO MICA LA LUNA! O SI?

Aggiornato il: giu 10

Negli ultimi tempi mi è capitato spesso di fotografare la luna. Dal balcone di casa mia, mentre mi trovavo in giro intento a fare tutt’altro, oppure appostandomi (consapevole degli orari in cui sorgeva) in luoghi dove il contesto non era niente male ma, anzi, rendeva migliori - e non di poco - i miei scatti.

Poche immagini suscitano emozioni come quelle di una bella luna, che sia piena oppure un piccolo spicchio, purché sembri così vicina da poterla toccare con mano.

Spesse volte ho visto reazioni di massimo stupore quando ho pubblicato un’immagine dove fosse presente la luna, foto che - magari - a chi è abituato a immortalarla di continuo, non fanno più nemmeno un minimo di effetto. Mi sono reso conto che la maggior parte delle volte lo stupore è dovuto al fatto che la gente pensi che realizzare quelle immagini sia di una difficoltà estrema.


Quante volte avete detto, o sentito dire: “No, è inutile fotografarla, tanto mi viene sempre un pallino bianco e non si capisce cosa sia…


Eppure fotografare la luna non è così difficile, anzi, è forse uno dei soggetti più semplici che vi possano capitare a tiro di obiettivo.

La luna non corre: è un soggetto staticissimo. Ma soprattutto: la luna è un corpo talmente luminoso che non ha bisogno di attrezzature potenti per metterla a fuoco e farla risaltare nel proprio scatto.

Quello dove molti sbagliano è pensare che, perché stanno fotografando di notte, ci sia necessariamente bisogno di alzare selvaggiamente gli iso oppure di abbassare i tempi di esposizione per far venire più chiara la scena.

Eh no, perché che senso ha schiarire una scena rappresentata da un cielo NERO? Nessuna.

Cercando di sovraesporre la scena (ossia schiarirla), non farete altro che “ammazzare” la vostra luna, che la luce ce l’ha già di suo e che quindi non ne ha bisogno di altra.

Se sei in possesso di una reflex, sappi che le impostazioni sono simili a quelle di una foto fatta a mezzogiorno al mare, quindi con la massima luce possibile.

Il tempo di esposizione può benissimo essere di almeno un 125esimo (in modo da bloccare la luna, in caso di mano non proprio ferma), così come il diaframma può essere un f11. Più il tempo di esposizione sarà veloce, più il diaframma chiuso, più la vostra luna sarà IN-CI-SA.

Avete appena capito, automaticamente, che se non avete un treppiede non sussiste alcun problema.

Gli iso? Beh, abbiamo detto che le impostazioni sono quelle tipiche di una foto fatta di giorno, leggermente poco superiori, quindi potrebbe andare bene anche un bel 200. Se proprio volete abbondare, max 400/500.

Naturalmente fare qualche scatto in più, realizzare delle prove per capire quali dati possano fornire il risultato migliore, non è mai male: controllare il display, per capire cosa abbiamo combinato poco prima, è un’azione che bisognerebbe sempre fare: vale sia per i professionisti che per i dilettanti.




E dal cellulare?

Molti ormai hanno dimenticato cosa significhi fotografare con una vera fotocamera e si affidano esclusivamente al proprio cellulare, per catturare scene ed emozioni della propria vita.

Anche in questo caso fotografare la luna è possibile, pur con i limiti del caso e con risultati inferiori a quelli di una reflex di medio livello.

Consiglio sempre di utilizzare ESCLUSIVAMENTE la modalità PRO (almeno su Samsung si chiama così), che vi consente di escludere l’automatismo del telefono, che tenderebbe, inevitabilmente, a sovraesporre l’immagine, facendo venire la luna un banalissimo cerchio bianco senza senso.

La modalità PRO, che potremmo paragonare alla modalità MANUALE di una reflex, vi consente di operare su alcune opzioni (su Samsung sono tre, non so se su altre marche possano essere di più), tipo: ISO (seppure limitati a tre, quattro scelte), bilanciamento del bianco (per sistemare eventuali dominanti di colore sulla scena) e l’esposizione (anche in questo caso, come gli iso, in versione limitata).

A questo punto non vi rimane che ficcare le dita sul display e… armeggiare. I risultati in tempo reale vi mostreranno il risultato prima dello scatto, in modo che fare una brutta foto debba essere una vera impresa.

Ah, e vi consiglio di usare sempre il timer di 2 o 5 secondi, perché spesso anche la semplice pressione del pulsante di scatto può smuovere - anche se minimamente - il telefonino (che rimane pur sempre un oggetto di peso leggero) facendo venire la vostra immagine mossa. Se trovate un posto dove poggiarlo orizzontalmente, tenendolo ai lati con le mani… è il massimo.

Badate bene una cosa: se decidete di fotografare la luna in primo piano, è fondamentale che siano visibili le sue “chiazze” e il “bacio di Zamboni”, sennò potremmo spacciare la vostra foto per il primo piano di una qualunque lampadina di casa. E per farlo dovrete agire in maniera tale da fare uscire fuori questi particolari.

Il discorso cambia quando invece decidete di immortalare una scena a più ampio respiro, dove magari la luna non sarà al centro della scena, ma ne farà semplicemente parte. In quel caso dovrete fare una scelta: esaltare i particolari della luna, scurendo automaticamente il resto o… “uccidere” la luna (rendendola un semplice punto bianco) ma salvando il panorama. È DIFFICILE: scegliete comunque un buon compromesso, facendo leva sulle opzioni di cui sopra: tendete comunque, di norma, a non sovraesporre troppo l’immagine (ossia farla venire molto luminosa). Ricordate che state fotografando di notte e non è realistico che l’immagine risulti talmente chiara come se fossero le due del pomeriggio…



Le due immagini a corredo dell'articolo sono state realizzate, entrambe, con una Canon 6D e un obiettivo Canon 70/300 f4/5.6


Alla prossima.

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